Ma vergogna de che?
Cerco di mettere insieme un po’ di parole, anche se rischio di rimanerne senza tanto sono disarmato dalle reazioni pubbliche alla protesta contro la presenza del Papa all’Inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza.
Premetto che in linea di principio non sono assolutamente contrario al confronto con personalità religiose anche nei luoghi della ricerca e della trasmissione del sapere. Anzi, mi piacerebbe molto vedere Ratzinger scendere dal balcone per incontrare e confrontarsi ad armi pari, e cioè con tesi razionali e verificabili, con personalità del mondo scientifico su temi quali la prevenzione dell’AIDS, i vantaggi derivabili dalla ricerca sulle cellule staminali o le sempre maggiori prove a favore della teoria darwiniana dell’evoluzione.


Italiano
Non so quale sia il motivo per cui in questo paese, quando si tratta di porre rimedio ad una patologia del sistema, lo si fa sempre partendo dai più deboli. Tra bullismo e intolleranza, violenze psicologiche e fisiche, ignoranza e disinteresse manifesto verso le scienze, la cultura e le più elementari regole di convivenza civile che la scuola italiana soffra di gravi problemi non c’è bisogno di spiegarlo a nessuno. Forse però vale la pena di ricordare che le cose non andavano molto meglio anche quando non c’era ancora YouTube e, con buona pace del Ministro Fioroni, che addita Internet come una delle cause del degrado e auspica un più esteso Parental Control sulla rete, anche la scuola di venticinque anni fa, quella di